YANA – Cultura, lingua e comunicazione visiva

Lingua dei Segni Italiana: che cos’è la LIS

La LIS è una lingua visivo-gestuale con una propria struttura grammaticale, una dimensione spaziale e un forte legame con la cultura sorda. Non è un insieme di gesti, ma un modo pieno e complesso di comunicare, pensare e costruire relazione attraverso corpo, mani, sguardo, espressioni e spazio.

La LIS è una lingua visivo-gestuale

La Lingua dei Segni Italiana è una lingua naturale usata nella comunità sorda italiana. Utilizza canali visivi e corporei: configurazione delle mani, luogo, movimento, orientamento, espressioni facciali, sguardo, postura e uso dello spazio.

Per questo imparare la LIS non significa memorizzare parole isolate, ma sviluppare competenze di comprensione, produzione e interazione in una lingua che organizza il significato nello spazio.

Lingua dei Segni Italiana, non “linguaggio dei segni”

Molte persone cercano o usano l’espressione “linguaggio dei segni”, ma il termine corretto è Lingua dei Segni Italiana. La LIS non è un codice generico o una mimica: è una lingua con regole, strutture, variazioni, usi sociali e valore culturale.

Parlare di lingua significa riconoscere pienamente la dignità linguistica della LIS e della comunità che la usa.

Segni, non semplici gesti

I segni della LIS non sono gesti casuali. Ogni segno può avere una struttura precisa composta da configurazione, luogo, movimento, orientamento e componenti non manuali.

Anche il volto, lo sguardo e il corpo partecipano alla costruzione del significato: nella LIS non accompagnano soltanto le mani, ma fanno parte della grammatica visiva e comunicativa.

Alcune persone cercano online “corso gesti”, “corso di gesti” o “corso gestuale” pensando alla Lingua dei Segni Italiana. In realtà la LIS non è un corso di gesti: è una lingua naturale visivo-gestuale, con grammatica, regole, struttura spaziale e componenti manuali e non manuali. Per questo è più corretto parlare di corso LIS o corso di Lingua dei Segni Italiana.

Persone sorde, non “sordomute”

Il termine “sordomuto” è oggi da evitare. La Legge 20 febbraio 2006, n. 95 ha sostituito il termine “sordomuto” con “sordo” negli atti legislativi italiani.

Questa scelta non è solo terminologica: aiuta a superare una visione riduttiva della sordità e riconosce meglio l’identità, la lingua e la cultura delle persone sorde.

Sordo e non “non udente”

L’espressione “non udente” viene ancora usata spesso, ma mette al centro la mancanza dell’udito. Il termine “sordo”, invece, può riconoscere una dimensione linguistica, culturale e identitaria, non solo una condizione medica.

Per molte persone sorde, la sordità non è soltanto un deficit da correggere, ma una parte della propria esperienza, della propria comunità e del proprio modo di comunicare.

Cultura sorda e comunicazione visiva

La LIS è legata alla cultura sorda: una cultura costruita su esperienza visiva, memoria, relazione, spazi condivisi e trasmissione linguistica. Conoscere la LIS significa anche avvicinarsi a questo patrimonio umano e culturale.

La comunicazione visiva non è una versione “semplificata” della comunicazione orale: richiede attenzione, presenza, uso dello spazio, capacità di osservazione e consapevolezza del corpo.

Costruire ponti attraverso la comunicazione visiva

Per YANA la LIS non è soltanto una materia da studiare, ma uno strumento di relazione, accessibilità e partecipazione. La comunicazione visiva può creare ponti tra persone sorde e udenti, rendendo più consapevoli gli spazi educativi, sociali e professionali.

Promuovere la LIS significa anche sostenere una cultura dell’inclusione, in cui il corpo, lo sguardo e lo spazio diventano risorse per incontrarsi, comprendere e comunicare meglio.

Corpo, spazio, sguardo ed espressioni

Nella LIS il significato viene costruito anche attraverso lo spazio: posizioni, direzioni, riferimenti, movimento del corpo, espressioni facciali e direzione dello sguardo.

Per questo YANA valorizza attività didattiche che allenano memoria visiva, pensiero spaziale, attenzione corporea e capacità di organizzare le informazioni in modo visivo.

Riconoscimento della LIS in Italia

La Legge 19 maggio 2021, n. 71 riconosce la Lingua dei Segni Italiana e la Lingua dei Segni Italiana Tattile. Questo riconoscimento rappresenta un passaggio importante per i diritti linguistici, culturali e comunicativi delle persone sorde e sordocieche.

Il riconoscimento della LIS rafforza il valore dell’accessibilità comunicativa e della formazione, ma non sostituisce la necessità di percorsi didattici seri, progressivi e rispettosi della natura visivo-gestuale della lingua.

L’approccio YANA alla comunicazione visiva

YANA considera la LIS una lingua da vivere, osservare e praticare. L’obiettivo non è imparare un elenco di segni, ma sviluppare competenze reali: comprensione, produzione, interazione, uso dello spazio e consapevolezza delle componenti non manuali.

L’approccio didattico YANA lavora sulla relazione tra corpo e spazio, sulla memoria visiva e sulla capacità di costruire significato attraverso canali visivi e corporei.

Vuoi imparare la LIS?

Questa pagina ti aiuta a capire che cos’è la Lingua dei Segni Italiana. Se vuoi iniziare un percorso formativo, puoi visitare la pagina dei corsi LIS YANA o chiedere aiuto per scegliere il percorso più adatto.